La via Oppio Colnaghi: il fascino di una classicissima

04/10/2019



La via Oppio Colnaghi si snoda sulla parete nord del Pizzo d’Uccello, nel cuore delle Alpi Apuane, in provincia di Lucca. È una parete rocciosa di 660 metri, che ha poco da invidiare ai picchi dolomitici.
Questa via, la Oppio Colnaghi, è la direttissima che porta alla cima: aperta negli anni Quaranta, è oggi diventata una via classica, un mito delle Apuane, con cui ogni appassionato prima o poi si misura.

 

​​​​​​​L’emozione della prima volta


Oggi porto in parete Chiara, una mia cliente che affronta per la prima volta una salita di questo tipo.

Si tratta di una via di stampo classico tra camini e diedri con protezioni e soste a chiodi da verificare, per uno sviluppo di 900 m con una difficoltà massima V+, per un totale di 20 tiri.
Le difficoltà non sono mai elevate, ma dopo il settimo tiro sono continue, mettendo alla prova preparazione e fisico di chi affronta la via. Oggi la via Oppio Colnaghi è una delle più frequentate della zona, ma va sempre presa con rispetto.

Per raggiungere la parete partendo dal Rifugio Donegani ci vogliono 1.30/2 ore: prima per sentiero e poi tramite la ferrata Zaccagna si arriva nella conca ai piedi della parete e da lì in breve si raggiunge l'attacco.
Esposizione, lunghezza dell'itinerario, ricerca e ambiente richiedono una buona capacità alpinistica e un buon allenamento, necessario anche per sostenere l’ascesa che ha una durata di 8 – 10 ore. Insomma, come sempre quando si va in montagna, bisogna essere in grado di valutare bene le proprie abilità e di scegliere il momento migliore per mettersi in parete.



In questo caso, il mio consiglio è di tentare la salita nei periodi non troppo caldi e afosi, quindi dalla tarda primavera in avanti per evitare di trovare neve in parete, ma evitando i mesi estivi. Anche l’autunno è un buon periodo, considerando però che con le giornate più corte bisogna anche essere più veloci, altrimenti è necessario ricorrere al bivacco in parete.

Per Chiara e per tutti quelli che si stanno avvicinando all’alpinismo salire la via Oppio Colnaghi vuol dire aggiungere una tappa importante nel proprio percorso: solitamente, la salita delle vie classiche diventa sempre un ricordo prezioso, che segna un traguardo ambizioso prima di fissare il prossimo obiettivo. In questo caso, la soddisfazione di aver superato una via classica si unisce all’emozione di uno spettacolo unico, grazie alla posizione del Pizzo d’Uccello: dalla cima infatti si può vedere il mare Tirreno.

​​​​​​Riuscire a portare in cima Chiara e vedere la sua soddisfazione mi ricorda la mia prima volta su questa via. Erano gli inizi degli anni Duemila e feci l’ascesa con un’amica, per poi risalire in solitaria qualche tempo dopo. Come guida, ripetere la via Oppio Colnaghi -  come le altre vie classiche -  ha sempre un sapore speciale. Da un lato, è un ripercorrere la storia dell’alpinismo e della montagna, dall’altro rimane comunque la sensazione di avventura e di misurarsi con la parete, soprattutto quando le vie sono di ricerca come in questo caso. E oggi? Oggi per me l’importante è vedere la felicità di Chiara ed essere stato il mezzo per realizzare il suo sogno.
 


Cristian Candiotto, detto Cinghio, è istruttore di alpinismo dal 2001, guida alpina dal 2014 e istruttore del Soccorso Alpino lombardo. Dal 2006 vive in Valtellina, dove può scatenare la sua passione per la montagna e per l’alpinismo in ogni stagione. ​​​​​​​