Trekking a Stromboli, sul cratere del vulcano

21/06/2019



Dopo aver accompagnato centinaia di persone lungo i sentieri che portano al vulcano, provo sempre la stessa emozione: un trekking a Stromboli è davvero un’esperienza indimenticabile.

Vedere un vulcano da vicino è un desiderio che hanno molte persone. La possibilità di vedere da vicino lo spettacolo della forza della natura è infatti un richiamo fortissimo, quasi un istinto naturale. E a Stromboli – piccola isola delle Eolie dalla caratteristica forma a cono, che raggiunge la quota di 926 m – si può soddisfare questo desiderio, arrivando a soli 200 metri dal cratere.

L’escursione parte dal centro del paese, proprio dietro la piccola chiesa, e può seguire due diversi sentieri: il sentiero di San Vincenzo o la via verso Punta Labronzo. In entrambi i casi, il trekking sul vulcano dura circa 3 ore con passo moderato. La prima parte del percorso attraversa un canneto, che lascia spazio a scorci panoramici mano a mano che si guadagna quota.

Poi il paesaggio cambia e si inizia a camminare su roccia e sabbia vulcanica, con colori intensi che variano dal nero al rosso. Qui non cresce più nessun tipo di vegetazione e il paesaggio è dominato dalla terra e sì, dal fuoco.  A poco a poco, durante la salita, si comincia a sentire il rumore delle eruzioni, lo scoppio delle esplosioni, e infine si vede il fumo. La fossa vera e propria rimane sul versante opposto, nascosta dalla cima.

Da qui si possono vedere l’isola di Strombolicchio e poi la costa siciliana, la costa calabra, lo stretto di Messina… Lo sguardo abbraccia in pratica tutta quella parte di Mediterraneo racchiusa tra la punta dello Stivale e la Sicilia.

Prima di arrivare alla cima facciamo di norma una breve sosta, per godere del panorama e per mettersi una giacca: sembra strano, ma fuori stagione fa freddo e tira vento. E poi, è il momento. Siamo sulla cima e davanti a noi si trovano i tre crateri di Stromboli, tutti in attività. Arrivare all’imbrunire, quando il rosso della lava riluce e lampeggia contro il nero della roccia e l’inchiostro del cielo è un’emozione difficile da raccontare. È trovarsi al cospetto di una potenza che non si può imbrigliare, è sentirsi piccoli di fronte al vulcano, è essere sopraffatti dalla selvaggia bellezza della Terra.
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La prima volta che sono arrivato quassù, accompagnando un gruppo di persone, mi sentivo emozionato proprio come loro. E ogni volta questa emozione si rinnova: lo spettacolo delle esplosioni che si ripetono regolari e si alzano nel cielo fino a 100 metri d’altezza rapisce sempre il cuore. In alta stagione salgo sulla cima praticamente ogni sera e, posso assicurarlo, non mi sono mai annoiato. Del resto, accompagno le persone a vivere davvero un’esperienza unica: questo trekking è il solo in Europa che permetta di avvicinarsi così tanto a un vulcano attivo.
Con ogni gruppo rimaniamo per circa 30/40 minuti seduti sul bordo del cratere, tutti a bocca aperta di fronte alla maestosità di Stromboli. E poi si scende, tutti per la stessa via che corre lungo la cresta fino a una bocchetta e quindi lungo un sabbione dove si cammina immersi fino alle ginocchia nella sabbia nera. Si raggiunge infine di nuovo il punto di partenza, dove è necessario ripulirsi prima di salutarsi.

Per fare il trekking sullo Stromboli bisogna farsi necessariamente accompagnare dalle guide alpine o dalle guide vulcanologiche, non è possibile salire da soli sul vulcano. È un’esperienza che consiglio ovviamente agli appassionati di vulcani ma anche a chi ama camminare e cerca il contatto con la natura più vera: qui senz’altro questo desiderio viene esaudito. Non serve essere degli alpinisti esperti, basta avere voglia di camminare e di vivere un’esperienza fuori dal comune.

Per un trekking di questo tipo sono assolutamente consigliati capi tecnici che asciugano in fretta e scarponcini da trekking alti, con suola robusta, accompagnati da un paio di calzettoni: questi saranno essenziali nell’affrontare la discesa. Per esempio, sono perfetti i Toubkal GTX e i Vetta GTX di Garmont, solidi e con un taglio alto alla caviglia. Il resto dell’attrezzatura dipende dalla stagione in cui si affronta il trekking a Stromboli: in estate fa davvero molto caldo e bisogna mettere nello zaino una scorta abbondante d’acqua, nelle mezze stagioni invece è bene ricordarsi un pile e una giacca, perché sulla cima può fare freddo.  
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Daniele Guagliardo è una guida alpina di origine friulana. Inizia a frequentare la montagna fin da bambino, facendone poco alla volta il suo lavoro. Trasferito a Milano, base strategica per raggiungere le Alpi in qualsiasi stagione, organizza uscite sia in estate che in inverno, aiutando gli appassionati a conquistare i propri obiettivi alpinistici e scialpinistici. Da 3 anni accompagna gruppi e singoli escursionisti sullo Stromboli, in collaborazione con l’agenzia “Il Vulcano a piedi”.
 
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