Capanna Margherita: come affrontare un 4000

25/10/2019



La Capanna Regina Margherita sorge sulla vetta della Punta Gnifetti nel gruppo del Monte Rosa. Con i suoi 4554 metri di quota è il rifugio alpino più alto d’Europa e uno dei più alti osservatori fissi del mondo. Queste caratteristiche la rendono meta perfetta per gli amanti dell’alpinismo classico d’alta quota con tratti su neve e ghiaccio: è anzi considerata una perfetta ascesa entry level per chi inizia ad avvicinarsi al mondo della montagna oltre i 4000 metri. Ma attenzione, non si tratta di un’escursione banale: le zone crepacciate e con seracchi che si devono attraversare rappresentano un pericolo che è bene non sottovalutare. 

Salita alla Capanna Margherita 

I punti di partenza per questa escursione classica sul Monte Rosa sono Alagna in Piemonte o Gressoney in Val d’Aosta. Dal fondovalle si raggiunge con gli impianti il passo dei Salati e quindi, con il secondo troncone, punta Indren, a 3275 m di quota. Da qui parte la salita vera e propria alla Capanna Margherita: l’escursione non è particolarmente difficile dal punto di vista tecnico, ma presenta pur sempre un dislivello notevole. Parliamo di ben 1300 metri che normalmente vengono affrontati in due giorni. Solo i più veloci e allenati possono provare l’escursione in giornata. 

Da Punta Indren si raggiunge prima il rifugio Città di Mantova e poi, con altri 45 minuti di cammino, la Capanna Gnifetti a 3674 metri di quota. È un rifugio storico, incastonato tra le rocce all’inizio del ghiacciaio del Garstelet, tradizionale punto di sosta per chi sale sul Monte Rosa. Al rifugio si mangia davvero molto bene e i gestori sono gentilissimi: insomma, il pernottamento qui dà la giusta carica per poi proseguire verso la meta finale! La Capanna Gnifetti dispone di 176 posti letto, ma è sempre meglio prenotare per assicurarsi un posto.
Il sentiero che porta al rifugio è ben segnalato e attraversa terreni rocciosi, con un paio di passaggi esposti ma brevi (si tratta di roccette da attraversare). 

Quasi nessuno tra le persone che mi capita di accompagnare è abituato all’alta quota e, in questa notte al rifugio, capita di avere difficoltà a dormire proprio a causa dell’aria più rarefatta. 

La sveglia suona comunque alle 4.30, alle 5.00 è prevista la colazione e poi, verso le 5.30, si parte finalmente per la Capanna Margherita. La partenza avviene sempre da legati.
A seconda del livello di allenamento, ci vogliono dalle 3 alle 5 ore di cammino. Si tratta di un percorso che sale a ritmo costante, interrotto da due risalti. L’ultimo tratto è il più ripido e qui bisogna fare attenzione al proprio livello di stanchezza. 

Il panorama che ci circonda è davvero incredibile: sul lato destro si stende la catena del Monte Rosa, mentre a sinistra si stagliano il Monte Bianco e le cime svizzere. L’arrivo poi alla Capanna Margherita è altrettanto spettacolare: siamo infatti su un picco di oltre 4000 metri e la vista spazia su tutto il Monte Rosa e le sue cime. Di sicuro, chi affronta questa escursione per la prima volta vive una grande emozione: l’essere qui equivale a varcare una soglia mitica, legata alla storia dell’alpinismo classico.
E, se non bastasse, perché non provare la famosa pizza del rifugio? Sicuramente, non è da tutti poter dire di aver assaggiato quella che probabilmente è la “pizza più alta d’Europa”! 

 

I consigli della guida per salire alla Capanna Margherita 

Può sembrare banale, ma il primo consiglio che posso dare a chi vuole affrontare questa escursione sul Monte Rosa è di essere ben allenato. Il dislivello è impegnativo e la quota può mettere in difficoltà: è essenziale quindi arrivare ben preparati alla partenza. Poi è importante idratarsi e mangiare bene senza appesantirsi troppo, anche per agevolare il sonno. 

Per quanto riguarda l’attrezzatura, è necessario un abbigliamento alpinistico, con giacca in con membrana antipioggia/antivento e scarponi da ghiaccio semi-automatici, oltre a ramponi, piccozza, bastoncini e all’attrezzatura da ghiacciaio standard. Gli scarponi Ascent GTX di Garmont, per esempio, sono perfetti per questo tipo di salita: sono abbastanza caldi, leggeri e hanno una buona rullata. Sono poi semi-automatici e impermeabili, caratteristica fondamentale per chi si muove su neve e ghiaccio. 

Il periodo migliore per la salita alla Capanna Margherita va da metà giugno a metà settembre, ovvero il periodo di apertura dei rifugi, che costituiscono un ottimo punto di appoggio. In primavera è possibile però arrivare fino a qui anche con gli sci.
In entrambi i casi si tratta di uscite che richiedono preparazione ed esperienza: se non siete sicuri o avete da poco iniziato ad avvicinarvi al mondo dell’alpinismo, è meglio farsi accompagnare da una guida alpina. 
 




Daniele Guagliardo è una guida alpina di origine friulana. Inizia a frequentare la montagna fin da bambino, facendone poco alla volta il suo lavoro. Trasferito a Milano, base strategica per raggiungere le Alpi in qualsiasi stagione, organizza uscite sia in estate che in inverno, aiutando gli appassionati a conquistare i propri obiettivi alpinistici e scialpinistici. L’ascesa alla Capanna Margherita è una delle proposte sempre presenti nella programmazione di Daniele per la stagione estiva.