Garmont in Sudafrica per “Save the Rhino”. “Riscoprire il lato wild per un futuro più luminoso”

01/07/2019



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In occasione dell’evento fieristico Outdoor by ISPO Munich (30 Giugno – 3 Luglio 2019), la stampa internazionale e gli operatori di settore hanno assistito alla presentazione del nuovo progetto di responsabilità sociale condotta dallo storico marchio italiano di calzature outdoor Garmont in collaborazione con Global Conservation Corps (GCC).  Alla conferenza stampa dedicata al progetto hanno preso parte, fra gli altri, il Presidente di Garmont International Pierangelo Bressan, il Fondatore e CEO di GCC Matt Lindenberg, e l’Advisor del Board di GCC Michele Sofisti.

L’azienda italiana con sede a Vedelago (Treviso) ha illustrato la sua partnership con GCC, che segna di fatto l’inizio di una nuova fase per l’azienda: un impegno strutturato per un mondo migliore, più sicuro e luminoso, che passa attraverso la conservazione dell’ambiente naturale e la creazione di opportunità che consentano alle persone di riscoprire il loro legame con la natura ed il loro “lato wild”,  mettendole in condizione di avere un impatto positivo nella costruzione di un futuro sostenibile.

La partnership siglata fra Il Presidente di Garmont Pierangelo Bressan e il fondatore di GCC Matt Lindenberg segna il primo passo di questo nuovo percorso, ed esprime con chiarezza il tipo di impegno a cui Garmont intende dare continuità negli anni a venire.

GARMONT E GLOBAL CONSERVATION CORPS

È fatto tristemente noto che molte specie animali sono a rischio di estinzione a causa di diversi fattori – dal surriscaldamento globale alla deforestazione, solo per citarne un paio. Fra le specie coinvolte da questo dramma collettivo ci sono alcuni fra i più iconici degli animali selvatici che vivono in Africa, come rinoceronti ed elefanti, che continuano a scomparire ad un ritmo realmente preoccupante. Per queste specie, nello specifico, il principale fattore di rischio si chiama bracconaggio.

Le cifre legate ai rinoceronti sono particolarmente allarmanti, e il motivo va ricercato nel loro corno. Difatti, alcune culture riconoscono ai corni di rinoceronte poteri curativi (non dimostrati dalla comunità scientifica), o li considerano simbolo di successo e prosperità: il valore specifico dei corni di rinoceronte sul mercato nero è superiore a quello dell’oro

Questi fattori hanno portato a una sempre maggiore scarsità di rinoceronti, che per la legge del mercato ha fatto impennare il costo dei corni, e aumentato la pressione sulle popolazioni locali. Uccidere un rinoceronte e venderne il corno può cambiare la vita di persone appartenenti a comunità povere, nelle quali le occasioni di guadagno sono rare. Per persone che non siano entrate in contatto ed educate al rispetto e all’importanza della conservazione delle specie animali, la tentazione del bracconaggio e del profitto di breve periodo rischia di non avere un reale contraltare. Fintanto che le comunità locali non verranno coinvolte attivamente in programmi di conservazione, sarà difficile invertire questa tendenza. Ogni giorno in Africa, tre rinoceronti vengono abbattuti dai bracconieri: a questo ritmo, nel 2026 la specie sarà estinta.

L’impegno di Global Conservation Corps (GCC) per affrontare l’emergenza bracconaggio fa leva sugli individui e sull’ambiente: la mission è quella di mettere in condizione ranger, conservazionisti e comunità del Sudafrica di difendere e trarre beneficio dal loro patrimonio naturale. Per salvare i rinoceronti e le alter specie selvatiche è importante quindi concentrarsi sulle comunità dislocate ai margini dei parchi naturali affinché acquisiscano la responsabilità degli animali che vivono attorno a loro. Se le persone vengono formate e messe in contatto con l’ambiente selvaggio, allora tenderanno a proteggerlo: è questa la visione che Matt Lindenberg aveva in mente quando ha fondato GCC nel 2015, e che ha spinto Garmont a scendere in campo.

La vera tragedia è che, paradossalmente, la maggioranza della popolazione Sudafricana non ha mai avuto realmente la possibilità di entrare in contatto con queste specie simbolo dell’Africa selvaggia,” ha spiegato Lindenberg. “Come possiamo aspettarci che le comunità prendano a cuore la fauna selvatica se non l’hanno mai conosciuta, e anzi per loro un animale morto può valere più di uno vivo?

A causa di questo distacco nei confronti del patrimonio naturalistico e della povertà delle comunità ai confini dei parchi nazionali, in questo contesto il bracconaggio trova terreno fertile. La scelta di uccidere un animale per denaro eclissa il valore della conservazione, a meno che le persone non inizino ad attribuire un valore tangibile alla presenza e alla difesa della fauna, anche in funzione turistica. Ecco perché insegnare l’amore per l’ambiente selvaggio fin da piccoli è essenziale per invertire la tendenza. Se non ami qualcosa, non farai nulla per proteggerla.

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DAL VENETO AL SUDAFRICA PER FARE LA DIFFERENZA

Garmont sostiene GCC nelle sue principali iniziative, e ne supporta le iniziative di comunicazione per diffondere la consapevolezza su queste tematiche. 

Rhino Man – The Movie” è il titolo del film-documentario realizzato da GCC che apre una finestra sulla realtà eroica dei ranger, che mettono a rischio ogni giorno la propria vita per difendere la fauna selvatica ed offrire alle future generazioni l’opportunità di vedere queste specie nel loro ambiente. Sono loro l’ultimo baluardo, l’ultima linea fra la sopravvivenza e l’estinzione di rinoceronti, elefanti ed altre specie iconiche. Garmont fornirà ai ranger calzature tecniche di alta qualità per garantire loro comfort e protezione durante le lunghe giornate di lavoro in piedi e in movimento. 

Ma l’azienda italiana contribuisce in maniera concreta anche al progetto “Future Rangers Program”, lanciato ufficialmente da GCC nel Gennaio 2019. Grazie a questo programma, GCC coinvolge ragazzi dai 5 ai 18 anni provenienti dalle comunità rurali al fine di stimolare consapevolezza ed amore per la natura, introducendoli alla realtà della conservazione, al valore della fauna selvatica e a come diventare custodi di questo patrimonio nazionale. Gli studenti più appassionati riceveranno l’opportunità di incontrare i rangers, partecipare ad escursioni e incontrare per la prima volta gli animali simbolo dell’Africa selvatica.

Grazie al supporto di Garmont, il programma potrà raddoppiare il numero di scuole e di ragazzi coinvolti nel progetto, a cominciare dall’assunzione a tempo pieno di nuovi educatori provenienti dalle comunità locali. Questo significa che migliaia di ragazzi riceveranno formazione settimanale in merito alla conservazione dell’ambiente naturale, con la possibilità di costruire nel tempo un significativo percorso professionale in questo campo.

“SONO AFFARI DI TUTTI”:
UN MESSAGGIO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

“Sembra incredibile, ma sarà un’azienda italiana che permetterà a migliaia di ragazzi sudafricani di formarsi sulla conservazione dell’ambiente e riscoprire il contatto con la natura selvaggia: è qualcosa di cui siamo davvero onorati e orgogliosi,” ha affermato Pierangelo Bressan, Presidente di Garmont International. 

Da oltre 50 anni, Garmont realizza calzature di qualità per l’escursionismo, il trekking ed altre attività outdoor. Senza natura, senza ambiente, senza quella ‘wildness’ che ispira il nostro motto “Stay Wild”, non ci sarebbe Garmont: è qualcosa che non possiamo dare per scontato. Riuscite a pensare che i bambini nati dopo il 2026 potrebbero crescere senza sapere cosa sia un rinoceronte, se non scoprendolo sui libri? È cruda realtà, non finzione scenica: credo che noi tutti dobbiamo fare la nostra parte per evitarlo. È arrivato il momento di restituire qualcosa, alla natura e alle generazioni future.

Condivido con forza la visione di Matt – ha proseguito Bressan– nel credere che la differenza stia nella crescita delle persone, grazie ad educazione, sviluppo e formazione. E’ questo che puntiamo a fare insieme a GCC, e che continueremo a fare in altri progetti nel prossimo futuro: creare ponti e rimuovere ostacoli affinché le persone possano ricongiungersi alla natura, e riscoprire il loro lato “stay wild”. Vogliamo stimolare la passione di ciascun amante della vita all’aria aperta, spingendolo a sfidare le barriere mentali per trovare il lato Wild anche nella quotidianità, qualunque essa sia. Questa è la filosofia alle spalle del nostro motto “Stay Wild”: non serve essere straordinari per fare cose straordinarie. È questo lo spirito che ci ha portato in Sudafrica, e ad occuparci di qualcosa che, almeno in apparenza, non sembrerebbe affar nostro.

L’equivoco è proprio lì: non sono affari nostri, sono affari di tutti.  E spero che le aziende a tutti i livelli – anche le piccole e medie imprese come Garmont – lo comprendano prima che sia troppo tardi. È l’unica strada per sperare in un futuro luminoso e positivo - e non sto parlando certo di business,” ha concluso Bressan.

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