RIFUGIO GALASSI: 50+1

Una celebrazione sulle pendici dell'Antelao

Non ci sono pareti nella chiesetta del Galassi, c’è solo un monolitico altare. Tutt’attorno, le montagne, come dei gotici pilastri, sostengono la volta del cielo. Un cielo azzurro, settembrino. In questa chiesa così grande ma così semplice ed essenziale, domenica 5 settembre si sono dati appuntamento i soci del CAI Mestre, gli amici del Rifugio Galassi. Gestori di ieri e di oggi. Qualcuno, addirittura, di quelli presenti nel lontano 1970. Quando cominciò l’avventura dell’autogestione del Rifugio da parte della Sezione del CAI Mestre. Da allora sono passati 50 anni più uno. Si sono ritrovati quasi tutti, attorno a quell’altare, posto proprio al bordo più alto della valle. Sferzato dai venti gelidi che salgono dalla Val d’Oten d’inverno o dal vento caldo e umido, da temporale estivo, che scende con forza dalla Forcella Piccola. Una metafora per i volontari che salgono fin quassù per prestare la loro opera. Lo scandisce con determinazione Don Massimo nella sua omelia. Far bene, fa bene al bene. Forse sta proprio in questo il segreto di questa storia che dura ormai da più di 50 anni. Chi presta la propria opera, il proprio tempo, anche solo una settimana all’anno, sa di far bene. E sicuramente questo aiuta a star bene con sé stessi.

È questo il sentimento che si percepiva davanti alla chiesetta del Galassi. Una cerimonia religiosa che ha unito tutti i presenti, soprattutto nel momento solenne della posa della lapide a ricordo di quei soci del CAI Mestre che ci hanno lasciato mentre inseguivano un’emozione tra le montagne. La chiesetta del Galassi diviene così un punto di memoria, una casa. Un luogo dove ognuno ritrova lontane amicizie, sentimenti ed emozioni. Dove, ogni volta che ritorni, ti senti bene.

messa al rifugio Galassi Città di Mestre

Autogestione e solidarietà

È stato anche il momento dei ringraziamenti, Silvio Zanatta, attuale responsabile Rifugio ha tracciato, con non poca emozione, la storia degli ultimi 8 anni che ha visto coinvolti oltre 120 volontari ogni anno. Una storia fatta di gioie e sacrifici ma anche di grandi soddisfazioni. Di concreti gesti di gratitudine da parte di chi ha potuto toccar con mano quanto sono stati in grado di realizzare questi volontari che sognano alle pendici dell’Antelao. E di cose, questi sognatori, ne hanno realizzate tante, molte grazie al contributo e alla vicinanza del Club Alpino Italiano che non ha mai fatto mancare il sostegno a questa esperienza. A testimoniare questo, l’importante presenza sia del Presidente Generale del CAI Vincenzo Torti sia del vice Presidente Generale Francesco Carrer. Una presenza che ha marcato il senso di appartenenza non solo dei soci che si alternano alla gestione del Rifugio ma anche della stessa idea di gestione di un rifugio, che trova nella filosofia e nell’etica del sodalizio la forza morale di concretizzarsi.

volontari del rifugio Galassi Città di Mestre
rifugio Galassi Città di Mestre

Il legame con la comunità

Non mancano, in questo momento di incontro, i ringraziamenti della collettività, Bepi Casagrande, Sindaco di Pieve di Cadore e Presidente della Comunità Montana Centro Cadore, Gaetano da Vià per il Comune di Calalzo e per il CAI Calalzo – amico speciale del Rifugio Galassi - l’Assessore all’ambiente, Massimiliano De Martin del Comune di Venezia e il Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin quasi a suggellare questo stretto rapporto tra la Laguna e le Dolomiti che i soci del CAI mestrini rinnovano di stagione in stagione. Tra i tanti presenti anche Pierangelo Bressan Presidente della Garmont. Una ditta con un cuore antico ma con lo sguardo proiettato verso le cime che siano montagne o ambiziosi obiettivi. La Garmont ha deciso di accompagnare il Galassi in questo percorso di rinnovamento sostenibile, animati dagli stessi valori che da 50+1 anni spingono gambe e cuori ben oltre l’ostacolo.

Troppe emozioni, troppi occhi lucidi. Il tempo sta cambiando, dentro il Vallon Antelao, il tuono fa sentire la sua minacciosa presenza. È ora di ritornare a valle. A piccoli gruppi lasciano la spianata davanti al Rifugio Galassi. Tutti scendono a valle conservando il ricordo di questa giornata speciale accompagnati dalle magiche note del sax di Annalisa.

In rifugio hanno riacceso la stufa e messo su il minestrone per la cena. Fra poco arriveranno degli alpinisti che scendono dall’Antelao per rifugiarsi per la notte e riprendere il cammino domani.