LA BIODIVERSITÀ È IN PERICOLO

Molte specie animali sono a rischio di estinzione a causa di diversi fattori tra cui il surriscaldamento globale e la deforestazione.

Fra le specie coinvolte da questo dramma collettivo ci sono alcuni fra i più iconici degli animali selvatici che vivono in Africa, come rinoceronti ed elefanti, che continuano a scomparire ad un ritmo realmente preoccupante. Per queste specie, nello specifico, il principale fattore di rischio si chiama bracconaggio.

É IMPOSSIBILE RIMANERE INDIFFERENTI.
NON SONO AFFARI NOSTRI,
SONO AFFARI DI TUTTI!

Il valore specifico dei corni di rinoceronte sul mercato nero è superiore a quello dell’oro: uccidere un rinoceronte e venderne il corno può cambiare la vita di persone appartenenti a comunità povere.

Per persone che non siano entrate in contatto ed educate al rispetto e all’importanza della conservazione delle specie animali, la tentazione del bracconaggio e del profitto di breve periodo rischia di non avere un reale contraltare.

La situazione è così grave che ogni giorno in Africa, tre rinoceronti vengono abbattuti dai bracconieri: a questo ritmo, nel 2026 la specie sarà estinta.

DIFENDERE LA FAUNA SELVATICA FACENDO LEVA SULLE PERSONE

Fondata nel 2015 da Matt Lindberg, la Global Conservation Corps (GCC) affronta l’emergenza del bracconaggio facendo leva sugli individui e sull’ambiente. La missione è quella di mettere in condizione ranger, conservazionisti e comunità del Sudafrica di difendere e trarre beneficio dal loro patrimonio naturale.

Per salvare i rinoceronti e le altre specie selvatiche è importante quindi concentrarsi sulle comunità dislocate ai margini dei parchi naturali affinché acquisiscano la responsabilità degli animali che vivono attorno a loro. Se le persone vengono formate e messe in contatto con l’ambiente selvaggio, allora tenderanno a proteggerlo.


PROGETTI IN CORSO

SUPPORTO AI RANGERS IN SUDAFRICA

La GCC sostiene il lavoro dei ranger sul campo, che mettono a rischio ogni giorno la propria vita per difendere la fauna selvatica e permettere alle future generazioni di vedere queste specie nel loro ambiente. Sono loro l’ultimo baluardo fra la sopravvivenza e l’estinzione di rinoceronti, elefanti ed altre specie iconiche.

Garmont fornisce i ranger con calzature tecniche di alta qualità che permettono ai ranger di lavorare meglio e di essere più efficaci mentre coprono lunghe distanze nella boscaglia, proteggendo la fauna selvatica in condizioni difficili.

FUTURE RANGERS PROGRAM

Lanciato ufficialmente da GCC nel Gennaio 2019, il Future Rangers Program coinvolge ragazzi dai 5 ai 18 anni provenienti dalle comunità rurali al fine di stimolare consapevolezza ed amore per la natura, introducendoli alla realtà della conservazione, al valore della fauna selvatica e a come diventare custodi di questo patrimonio nazionale.

Grazie al supporto di Garmont, il programma potrà raddoppiare il numero di scuole e di ragazzi coinvolti nel progetto, a cominciare dall’assunzione a tempo pieno di nuovi educatori provenienti dalle comunità locali. Questo significa che migliaia di ragazzi riceveranno formazione settimanale in merito alla conservazione dell’ambiente naturale, con la possibilità di costruire nel tempo un significativo percorso professionale in questo campo.


ANCHE TU PUOI FARE LA TUA PARTE PER SOSTENERE I PROGETTI DELLA GCC.

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SONO AFFARI DI TUTTI

Garmont è orgogliosa di restituire qualcosa, alla natura e alle generazioni future. Crediamo che la differenza stia nella crescita delle persone, grazie ad educazione, sviluppo e formazione. È questo che puntiamo a fare insieme a GCC: creare ponti e rimuovere ostacoli affinché le persone possano ricongiungersi alla natura, e riscoprire il loro lato “stay wild”.

Vogliamo stimolare la passione di ciascun amante della vita all’aria aperta, spingendolo a sfidare le barriere mentali per trovare il lato Wild anche nella quotidianità, qualunque essa sia. Questa è la filosofia alle spalle del nostro motto “Stay Wild”: non serve essere straordinari per fare cose straordinarie.

È questo lo spirito che ci ha portato in Sudafrica, e ad occuparci di qualcosa che, almeno in apparenza, non sembrerebbe affar nostro. L’equivoco è proprio lì: non sono affari nostri, sono affari di tutti.